domenica 6 luglio 2014

Eccessivo indebitamento - Casistica 3

Dopo aver analizzato le casistiche 1 e 2 relative rispettivamente alla mancanza dell'adeguamento tecnologico ed alla mancanza del modello organizzativo, analizzeremo con questo articolo l'eccessivo indebitamento.
Le varie crisi di impresa che ho curato mi hanno insegnato che spesso , anche se puo' apparire paradossale, l'incidenza dell'indebitamento nella gestione ordinaria non viene immediatamente riconosciuto.
Generalmente al manifestarsi della crisi vi e' una prima difficolta' nell'ambito della liquidita' aziendale ovvero semplicemente vi sono piu' uscite che entrate.
L'azienda comincia a non rispettare le sue scadenze dei pagamenti con tutti i ritardi che ne conseguono verso dipendenti, fornitori, banche, fisco etc.
Uno degli errori piu' comuni in questo che e' gia' uno dei momenti in cui la crisi e' nel pieno della sua manifestazione e' quello che generalmente chiamo "panic strategy".
L'imprenditore e spesso anche il manager incompetente invece di cominciare a leggere "i numeri" dello stato patrimoniale e del conto economico comincia a tagliare indiscriminatamente alcuni suoi costi aziendali.
Purtroppo il taglio di questi costi non sempre e' un risparmio per l'azienda alberghiera, che ricordiamolo eroga un servizio, pertanto dopo pochissimo tempo la situazione aziendale peggiora sensibilmente sino a precipitare.
Come piu' volte analizzato in altri articoli comprendere se il problema e' di tipo manageriale o economico finanziario e' fondamentale per la comprensione della natura della crisi e le relative politiche di intervento.
In questo lavoro ci concentreremo sull'aspetto propriamente economico finanziario , va da se tuttavia che per comprendere se e' questa l'area di intervento vi e' a monte la necessita' dell'analisi manageriale.
Estrapolare l'Ebitda dell'azienda parametrandolo ai benchmark di riferimento ci fara' comprendere se l'attivita' tipica aziendale e' efficace o meno.
Ove il margine operativo fosse in linea, ma malgrado cio' vi e' pressione sulla liquidita' aziendale, il problema e' da ricercarsi sull'eccessivo indebitamento.
Si esclude in questa trattazione, visto che sara' oggetto di altre analisi, l'incidenza della politica fiscale.
Pertando vi e' necessita' nell'analisi di estrapolare dai costi totali quelli relativi all'onere finanziario.
Uno degli errori piu' comuni e' quello di tagliare i costi di gestioni ( inseriti nell'Ebitda ) per far rispettare le scadenze dell'onere finanziario.
E' evidente che ove l'Ebitda fosse in linea con i benchmark di riferimento questa operazione porterebbe un decadimento del servizio offerto con conseguente crollo delle tariffe che l'albergo e' in grado di applicare.
Il calo dei ricavi amplificherebbe il problema.
L'eccessivo indebitamento va attentamente analizzato ed eventualmente negoziato con i datori di capitale.
Perche' l'azienda e' spesso troppo indebitata?
Non e' semplice rispondere, a grandi linee uno dei problemi puo' non tanto essere lo stock di debito quanto la sua forma.
Un debito di breve termine incide con interessi su conto economico in misura maggiore rispetto ad una struttura di finanziamento di medio lungo termine.
Una attenta valutazione dell'impatto dell'onere finanziario puo' farci prediligere nei piani di risanamento il consolidamento del debito di breve termine.
E' evidente che la negoziazione con i datori di capitale in questo ambito deve essere trattata da professionisti di adeguata esperienza.
Alcune volte la rinegoziazione bancaria ha necessita' di formule "piu' hard", con strutture di derivazione "merchant banking" , le formule "bullet" con piani di ammortamento che prevedono "maxi canoni " nella parte finale dell'ammortamento.
Alcune casistiche da me trattate avevano la presenza di indebitamenti piu' complessi e non solo verso istituti di credito ma anche verso fornitori di varia natura, fisco etc.
Questi piani di natura piu' complessa possono risolti con una sorta di gestione che amo definire al limite del commissariale.
L'azienda va immediatamente messa in sicurezza, vanno implementati una serie di strumenti di controllo di gestione (USOA su tutti ) propedeutici ad un monitoraggio aziendale quasi quotidiano.
E' evidente che ogni fornitore aziendale costituisce un pericolo diverso per l'azienda.
Tutto dipende dall'aggressivita' del datore di capitale/fornitore sulle garanzie aziendali e sulla sua capacita' di interferire sulla continuita' aziendale.
In questo stato l'azienda deve innanzitutto dimostrare di essere ben gestita, un modello di gestione in grado di garantire alte performance dell'EBITDA, piano di sviluppo che preveda la penetrazione in nuovi segmenti/mercati, ottimizzazione delle risorse aziendali, recupero di efficienze sono le garanzie di maggior credibilita' verso i creditori.
Creditori che debbono vedere al tavolo "facce nuove" in grado di invertire la rotta
Molto spesso vi e' necessita' di utilizzare nei piani di risanamento le procedure concorsuali che possono essere orientate quanto alla continuita' aziendale quanto alla liquidazione dell'azienda per il rimborso della componente di debito.
Procedure complesse che saranno presto oggetto di specifica trattazione.

dott. Roberto Necci
www.robertonecci.it



























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