domenica 2 febbraio 2014

La FIAT (FCA) l'emblema del paese

In questi giorni la notizia che senza dubbio merita il palcoscenico e' il nuovo assetto societario e sopratutto fiscale della prima impresa italiana , la FIAT ora denominata Fiat Chrysler Automobiles.

Il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha spostato la sua sede fiscale nel Regno Unito, a Londra e la sede legale in Olanda.

Sostanzialmente il gruppo paghera' le tasse in Inghilterra limitando al nostro paese le tasse generate dagli stabilimenti italiani.

Si versera' molto inchiostro su questa scelta e le conseguenze che paghera' il nostro paese in termini di minor entrate.

Marchionne ha fatto pero' una scelta giusta.

Alle imprese italiane si chiede "internazionalizzazione" ed e' evidente che la scelta del gruppo nato a Torino va in questa direzione.

Compito di un manager e' scegliere le migliori opzioni per l'azienda che dirige e fargliene una colpa e' da persone miopi.
O in malafede.

Il problema se mai e' perche' gli inglesi ( come tutti gli altri del resto ) non investono nel nostro paese?

Che senzo ha un unione europea che non offre omogeneita' di trattamenti fiscali e burocratici? ( La scelta Olandese di Fiat va inquadrata in questa ottica ).

Come fanno le aziende come quelle alberghiere che non possono delocalizzare la loro produzione ad essere competitive in europa nel momento in cui, iva, tasse sul lavoro, burocrazia sono cosi diversi?

Come possono le aziende essere competitive nel momento in cui il costo del credito bancario e' piu' alto a causa del rating del paese?

Non c'e' e non ci sara' ripresa fino a quando non si rispondera' a queste domande.

E di tempo ne e' rimasto poco.

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