sabato 12 ottobre 2013

ALITALIA, TELECOM, STORIE ITALIANE





Quando mi è capitato di dover spiegare all' estero le dinamiche italiane ho avuto moltissima difficoltà. Ogni cosa nel nostro paese ha caratteristiche uniche; talmente uniche da riuscire ad assimilare concetti che la logica vorrebbe in antitesi. Una logica che evidentemente non vale in Italia, il paese dove tutto è possibile, anche disconoscere il pensiero Euclideo in base alla quale due rette parallele non si incontrano mai.

Siamo riusciti a coniare un' espressione come " convergenze parallele " ribaltando di fatto il pensiero dimostrando che in realtà queste benedette rette possono " convergere " possono cioè avvicinarsi. Avvicinarsi talmente tanto da seguire lo stesso percorso.
Un percorso talmente simile che di fatto le fa incontrare.

Non per niente siamo il paese di Machiavelli.

Concetti quali liberismo, concorrenza, approccio marxista all' economia in Italia hanno significati totalmente diversi sia rispetto alle altre economie sia rispetto al pensiero economico originario.

Se in sintesi estrema il pensiero economico viene diviso in tre grandi aree, liberista, marxista e keynesiano, identificando nell' ordine Smith, Marx e Keynes come i padri di queste filosofie, in Italia assistiamo a " liberisti " che adottano politiche "Marxiste" , socialisti fautori di politiche talmente liberiste da far impallidire lo stesso Adam Smith.

L' Alitalia è un pò la sintesi di questo approccio tutto italico di concepire l' economia, lo stato sociale, lo sviluppo stesso del paese.

Un governo liberista ( all' epoca del fallimento della prima Alitalia ) dovrebbe focalizzare la sua azione esclusivamente sulla concorrenza. Perchè è con la concorrenza che si pongono sul mercato le condizioni migliori per i consumatori.
Un governo liberista dovrebbe dare fiducia al mercato ed alla sua innata capacità di sistemare nel medio lungo periodo le cose. Smith la definiva " la mano invisibile ".

Al contrario un governo che fa dell' approccio socialista la sua filosofia interviene fortemente sul mercato condizionando gli attori presenti con politiche di volta in volta di sostegno, indirizzo, spesso facendosi egli stesso imprenditore.

Tutti approcci che come è noto in Italia sono per cosi dire...capovolti.

Abbiamo assistito ad un governo che all' epoca del primo salvataggio si è battuto allo stremo non per assecondare il mercato ( fusione Air France ) quanto piuttosto per creare politiche " di sistema " dove di fatto la mano ( non del mercato ma dello stato ) continuasse a gestire il vettore.

Alitalia è gia fallita una volta.

Qualche stagione fa , venne creato una bad company per gestire il fallimento pilotato, la nuova compagnia con la newco CAI risorse dalle ceneri della vecchia Alitalia. La politica contrastò fortemente il mercato.

I manager che formalmente guidano l' azienda  ma che in realtà la hanno gestita con logiche asseverate ai poteri politici o finanziari del nostro paese, l' hanno portata per l' ennesima volta al fallimento.
Alitalia ha rischiato di rimanere a terra.

Qui la lezione del primo salvataggio non è bastata. Anche in questo caso il governo si " fa regista " del salvataggio e tira fuori dal cilindro l' ennesimo soggetto pubblico le POSTE ITALIANE.
Lo stato diventa imprenditore, l' approccio è Marxista. Ma mentre si creano queste situazioni paradossali il nostro premier gira per il mondo invitando gli investitori a posizionare i loro capitali nel nostro paese.

Cosa che puntualmente non viene fatta perchè gli investitori internazionali non accetteranno mai  di investire
in un paese dove non sono chiare le regole del gioco.
Il " salvataggio pubblico " di Alitalia coinvolgendo un soggetto a controllo statale , Poste Italiane
è un aiuto di stato.
Sono fiducioso (sic!) tuttavia che il nostro paese saprà argomentare cosi bene da far cambiare idea ai controllori europei ( ricordate le convergenze parallele ?).

Potremmo anche riuscire nel nostro scopo, avremmo comunque perso un' altra occasione di credibilità internazionale.

Purtroppo Alitalia non è sola nel panorama.

Telecom era una società gioiello di proprietà dello stato italiano.
Attraverso le telecomunicazioni e le reti passa lo sviluppo di un paese.
Lo stesso Google ha ammonito l'Italia affermando che comincerà ad investire nel nostro paese quando troverà sufficiente banda larga.
L' investimento di una multinazionale del genere è fondamentale per la creazione di opportunità di lavoro , sia per i lavoratori ad altra professionalizzazione che per i lavori meno professionalizzanti.
Quelli che Enrico Moretti chiama nel suo saggio " La nuova geografia del Lavoro " chiama lavoratori traded e non traded.

La Telecom Italia fu " privatizzata " ovvero consegnata ( regalata ?) al mercato da un governo di stampo socialista.
Quindi mentre un governo dichiaratamente liberista adotta nel caso Alitalia politiche degne di Marx, un governo al cui capo vi era un esponente proveniente da un partito che aveva nel suo simbolo la falce ed il martello, fa del liberismo esasperato spingendo anche in maniera innaturale un gioiello di proprietà dello stato in mani private.

Ma non proprio le mani private del mercato; ma quelle mani che in italia vengono definite " dei soli noti ".

Quindi sia nel caso di Telecom ( governo di sinistra D' Alema ) che della prima Alitalia ( governo Berlusconi ) che della seconda Alitalia ( governo Letta , centro ) c'e' sempre il solito signore beneficiario degli aiuti : Roberto Colaninno, che guarda caso è stato un pò il Presidente di tutto.

Roberto Colaninno è un signore amico un pò di tutti, il suo problema è che è fuori dal mercato o meglio ha una concezione del mercato e delle sue operazioni vecchia di almeno 30 anni. Mi spiego meglio.
In America negli anni 80 per circa 10 anni vennero concepite una serie di operazioni di acquisto di aziende con la formula del LBO Leverage buy out.

Sostanzialmente un promotore a cui evidentemente Colaninno si ispira , puntava una azienda meglio se diversificata e con forte capacità di generare cash flow, e con l' aiuto di qualche merchant bankers strutturava una operazione che indebitando la società creata ad hoc per acquisire l' azienda target, ripagava i debiti contratti vendendo le parti buone della società acquisite che di fatto smetteva di esistere nella sua conformazione originaria.

I Barbari alle porte è un bel libro che spiega come vengono concepite queste operazioni, un libro che il nostro Colaninno ha letto troppo. Talmente troppo da rimanerne entusiasta.

La storia ci ha insegnato che con i LBO le aziende si distruggono perchè non ne guadagna nessuno ( a parte i promotori ), nessuna azienda è uscita rafforzata da un LBO e la distruzione di valore è stata altissima.
Con i LBO l' intero sistema si è impoverito. I LBO sono quasi scomparsi dal mercato.

Il Leverage buy out è la formula che è stata utilizzata nell' acquisto di Telecom dove venne contratto un debito talmente alto che per essere ripagato si dovette vendere tutto il vendibile e per certi aspetti la stessa formula è stata riproposta in Alitalia pochi anno dopo.

I risultati mi sembra siano sotto gli occhi di tutti.






1 commento:

  1. C'è anche la scuola di pensiero del MAGNA MAGNA che vede nell'applicazione del Keynesismo il bancomat dove spillare tangenti. Ora sento parlare di potenziamento della COOPERAZIONE CON I PAESI SOTTOSVILUPPATI altra autostrada del MAGNA MAGNA

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