venerdì 23 agosto 2013

Considerazioni di fine estate

Questa estate ho avuto l'opportunita' di girare l'Italia e parlare con moltissimi colleghi / amici albergatori, managers, imprenditori.
Alcuni li ho visitati nel pieno della loro stagione turistica pertanto presi dai mille problemi della loro quotidianita'.
Con altri mi sono confrontato in serate estive dove si parla liberamente lontano dalle vesti ufficiali e forse si e' piu' sinceri.
Il turismo e' un mondo molto variegato.
E' strettamente connesso all'organizzazione turistica pubblica ed all'organizzazione del territorio.
L'attrattiva, l'organizzazione, la fruibilita' del territorio ne determinano il successo o il fallimento.
Questo blog ha la caratteristica di dire le cose "fuori dai denti " ed anche in questo caso sara' cosi: alcuni posti del nostro sud saranno anche incantevoli, ma una mancanza di buona gestione ne ha decretato il fallimento.
Mancanza di accessi, reti stradali, aeroporti, porti rendono le iniziative turistiche del luogo cattedrali nel deserto.
Queste strutture orientate da sempre al mercato italiano hanno sofferto nell'ultimo triennio il crollo dei consumi del loro mercato.
L'incapacita' del territorio ed anche colpe imprenditoriali e manageriali le hanno rese inaccessibili ai flussi internazionali.
Ho parlato con manager fermi alla distribuzione degli anni 80 , aspettando il tour operator e "i soggiorni da sabato a sabato ".
Ho scoperto l'incapacita' dell'utilizzo della tecnologia, la mancata conoscenza delle politiche distributive attuali.
La cosa che contraddistingue queste situazioni: individuare sempre in altri il colpevole: lo stato ( e colpe senza dubbio ne ha ), i clienti, l'economia e tutto cio che puo' essere aggiunto.

La realta' e' che le prime colpe sono dentro di noi, un manager/imprenditore deve essere innanzitutto "visionario". Deve capire quali sono i trend del futuro, deve adeguare la sua azione a questi, non si puo' vivere piu' su rendite di posizione e sui soggiorni "da sabato a sabato".

Penso che la stagione 2013 sia il solco fra chi abbandonera' l'attivita' specie in alcune destinazioni non piu' al passo con i tempi e chi impostera' delle rivoluzioni. Spero prevalga la seconda ipotesi.

Questo modo preistorico di concepire l'attivita' alberghiera, crea un altro danno:
non fa crescere talenti.
Quando si lavora in ambienti del genere purtroppo l'unico obiettivo e' lo stipendio.

Ma se si e' giovani, se si e' ancora in eta' per essere impostati la formazione viene prima di tutto.

Chi non ha risorse o capitali consistenti ha l'unica possibilita' nell' investire su se stesso.
Per il suo futuro e' la scelta migliore.
Lo dico spesso in varie occasioni attirandomi spesso antipatie: alcune destinazioni italiane sono morte e per un giovane insistere "perche' e' vicino casa " equivale al suicidio professionale.
La situazione peggiora di anno in anno e le istituzioni non mi sembra stiano invertendo la rotta nella valorizzazione e fruibilita' del territorio.
Mancano risorse, capacita' e volonta' bisogna prenderne atto.
Pensare che "lo stato" faccia qualcosa per noi e' una illusione. Nessuno fara' niente e probabilmente sara' cosi per i prossimi anni per i prossimi decenni.

Ho visto pero' anche situazioni diverse sempre nel nostro paese, l'Emilia Romagna pur in virtu' di una crisi che non risparmia nessuno, reagisce molto meglio di alcune regioni del sud.
E' la sua cultura probabilmente. La sua vocazione turistica da un punto di vista organizzativo e territoriale.
Seppur in vacanza ho letto tutti i quotidiani della mia citta' Roma.
Imperversa sulla stampa la situazione igienico sanitaria del Colosseo dove mancano servizi per i turisti e i monumenti vengono utilizzati come bagni pubblici.
I turisti che dovrebbero essere la nostra risorsa sono lasciati in balia di bande organizzate che hanno l'unico obiettivo di depredarli.
Non posso credere che chi si occupa di organizzazione del territorio non abbia pensato alla reale gravita' della situazione.
.
A Riccione sono entrato in un bagno pubblico. Era agosto mese di alta affluenza turistica.
Il bagno splendeva. A Roma da romano probabilmente non entrerei in un bagno pubblico.
Qui c'entra l'organizzazione del territorio ma anche il senso civico.
E' evidente che a Roma ne abbiamo sempre meno.
Purtroppo ce ne accorgiamo quando viaggiamo.

Ho letto su un blog l'articolo "perche' i Napoletani non dovrebbero viaggiare ", che in tono semi serio racconta le differenze che un turista napoletano trova a Copenaghen.
L'articolo parla di Napoli ma le differenze con Roma sono minime.
Ci stiamo abituando "al brutto" e non ce ne accorgiamo se mettiamo il naso fuori.
Questa estate mi ha fatto riflettere anche su un altro grave problema che affligge il settore turistico:
la formazione.

E' evidente che sono "parte in causa" essendo spesso impegnato in progetti formativi ma sono convinto del fatto che spesso il personale alberghiero non e' adeguatamente formato.
Anche questa affermazione mi attirera' critiche. Pazienza.
Ma oggi nel 2013 con internet, tecnologia, possibilita' di allargare i nostri orizzonti di studio e' inconcepibile "ignorare"
Non sapere di distribuzione elettronica, di management alberghiero, di amministrazione di contabilita' non e' piu permesso.
Oggi come ieri e' la passione, la determinazione, la curiosita' sono il motore propulsivo delle nostre carriere.
Lavorare con il cuore capire che "la formazione" e' compito individuale, imparare a rubare con gli occhi, cercare, sperimentare, astrarre.
Porsi domande e cercare delle risposte.
Non possiamo piu' delegare "ad altri" queste funzioni.

Ne e' in gioco il futuro.


































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