venerdì 17 maggio 2013

I SOCIAL MEDIA ED I MERCATI FINANZIARI. UN TWEET DI TROPPO




Di Social Media si parla spesso. Come pure delle figure preposte all' utilizzo delle relative applicazioni.
E' mio personale parere che la tematica abbia ancora delle " zone grige " dove vi sarebbe necessità di interventi legislativi.

Ma è oltremodo evidente che il nostro legislatore sia ora " in tutt'altre faccende affaccendato " per occuparsi di tematiche che spesso esulano dalla sua sfera di competenze....
La mia considerazione nasce dal fatto che i social networks sono un potentissimo strumento di veicolazione delle informazioni. In tempo reale.

Connettendosi a Twitter per esempio possiamo scoprire quanti " followers " hanno già preso il caffe' o di che colore è il loro umore.
Tuttavia se uno dei nostri " followers " è in grado di conoscere " dati sensibili " un suo cinguettio o un suo post possono creare in pochi istanti " il panico su scala mondiale ".

Se pensate che si stia esagerando basta leggere le reazione al falso post dell' attentato ad Obama , successivamente al quale il Dow Jones ha bruciato qualcosa come 200 miliardi di dollari di capitalizzazione di borsa.

Un politico che non c'è più era consueto dire che " a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca " , è quindi evidente che diffondere con un tweet una notizia falsa e farlo seguire da un immediato ordine di acquisto titoli, rappresenta una occasione troppo ghiotta per uno speculatore internazionale.

Ma i fatti " degni di nota " non terminano qui.

Pensiamo ad esempio che impatto puo' avere un tweet di un consigliere di amministrazione di una società quotata in una pausa di un importante consiglio di amministrazione.
Il suo tweet o post " la vedo nera " magari riferito alla giornata può essere interpretato come un imminente insuccesso delle trattative o delle tematiche trattate.

Restando a casa nostra  il giornalista Gad Lerner annuncio' con un tweet l'imminente passaggio della rete La 7 all' imprenditore Urbano Cairo, causando una immediata flessione della società TI MEDIA controllante il canale televisivo. In quest caso la Consob fù costretta a vederci chiaro aprendo il dossier di verifica.

In realtà azioni di questo tipo, configurano una tipologia di reato assimilabile all' insider trading.
Non sono un legale e lascio le considerazioni del caso a chi è più esperto , ma è mia convinzione che vi è necessità di un intervento legislativo chiaro e condiviso a livello mondiale. Utopia.

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