sabato 2 febbraio 2013

Vendita Valtur

E' di questi giorni la notizia della ricezione delle offerte da parte dei commissari di Valtur S.p.A l'ennesimo nome storico del tour operating italiano finito in disgrazia.
Offerte evidentemente non troppo attraenti visto che alla stampa non sono state neanche comunicate.
La procedura di vendita Valtur in mano ai tre commissari e' una procedura pubblica e sul sito www.valtur.it/amministrazione-straordinaria/ vi e' il dettaglio dell'offerta di vendita.
Cosa si vende ? A mio giudizio molto poco: qualche contratto di gestione, qualche contratto di allotment "vuoto per pieno " ed addirittura un contratto d'affitto "Colonna Beach" in Sardegna con cui sono in corso trattative per un eventuale rinnovo.
Certamente c'e' un marchio noto, ma i marchi si sa almeno che non si stia parlando di brand internazionali, nel settore del tour operating hanno vita breve, chi come me opera da qualche anno, ricordera' un marchio storico che ha qualche similitudine con Valtur: Lisfer Vacanze, finito nel dimenticatoio.
I tre commissari Valtur fanno bene il loro lavoro cercando di gestire e valorizzare l'asset, forza lavoro compresa.
Le regole stringenti del bando tuttavia, non le vedo adatte ad accogliere un investitore.
Villaggi francamente non "market leader", necessita' di opere di miglioria e di riposizionamento, e sopratutto Valtur oggi e' una sorta di scatola vuota, con asset difficilmente appetibili e con obbligo di essere venduti "in blocco".
La presenza di una forza lavoro importante come numero e' l'ulteriore elemento di criticita' agli occhi di un investitore.
E' evidente che la vendita in blocco e' quella che valorizzerebbe meglio la Valtur, ma specialmente in questi periodi e con le condizioni imposte, la vedo terribilmente difficile.

1 commento:

  1. Ho molti amici che lavorano in Valtur, uno di questi ha un ruolo importante e lo svolge con professionalità e dedizione fuori dal comune. Mi auguro che l'azienda possa uscire da questa situazione difficile e risalire la china in tempi brevi perchè, per l'ennesima volta, rischiamo di perdere un brand che ha contribuito a costruire l'immagine Italiana nel mondo ed ha formato, negli anni, un numero imprecisato di professionisti che hanno prodotto nel tempo risultati importanti. Valtur era il terzo polo formativo del turismo italiano (insieme agli istituti Alberghieri e alle Facoltà di Economia del Turismo), perdere questo patrimonio sarebbe un duro colpo. Un grande "in bocca al lupo" a tutti i ragazzi dello staff, so che ce la state mettendo tutta e (anche se da lontano) c'è chi fa il tifo per voi. Stefano Possenti

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