mercoledì 20 febbraio 2013

ACCOR

Quello che mi piace della Francia ed in generale dell' imprenditoria francese specialmente quella alberghiera è  la loro risolutezza ad avere sempre a cuore il destino delle loro aziende e del benessere della loro nazione.  Potranno sembrare comportamenti nazionalistici, ma in realtà se si guarda nello specifico di ogni azione da loro intrapresa essa è sempre finalizzata ad un benessere collettivo e spesso finalizzato a proteggere una vasta fascia di popolazione.

In Europa sono spesso gli unici " a fare la voce grossa " verso lo strapotere di alcuni intermediari on line di derivazione statunitense, siano questi Expedia quanto Booking.
In generale il francese non ama essere comandato a casa sua, e vuole dettare le regole del gioco.
Va detto però che l' imprenditoria alberghiera francese rappresenta dei brand di pura eccellenza , su questo è impossibile non essere d' accordo.
Come è sotto gli occhi di tutti il primato di Parigi nei flussi turistici europei. Sono dati . Inconfutabili.

Oggi mi ha colpito molto la dichiarazione letta sugli organi di stampa di Dennis Hennequin amministratore delegato del gruppo alberghiero francese, in maniera sintetica ma oltremodo efficace ha dichiarato: le OTA in relazione al nostro giro d' affari guadagnano troppo; e lo stanno guadagnando con in nostri hotels Accor; il nostro obiettivo aggiunge è " sbarrargli la strada "; investiamo pertanto 120 milioni di euro per rafforzare i nostri canali distributivi diretti.

L' obiettivo che si sono posti è quello di diminuire del 50 % la dipendenza delle OTA. Non male.

In un mercato che non cresce sotto il punto di vista dei numeri e dei budget di spesa, l' aumento delle marginalità alberghiere passa necessariamente attraverso la diminuzione dei valori intermediati.

Altro dato interessante che ci indica Accor è che proseguirà il suo sviluppo attraverso il management contract che insieme al franchising peserà per il 40 % sul totale delle loro proprietà.

Chiare linee per il futuro.



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