domenica 16 dicembre 2012

L'albergo di Cesare Ritz

Sabato 15 in occasione della cena di fine anno organnizzata dell'ADA Associazione Direttori Albergo sono stato nell'Hotel romano di Cesare Ritz.
Se vi state domandando quale sia a Roma l'Hotel di Cesare Ritz, e' bene che cominciate a ripensare il vostro ruolo nell'hotellerie e nel turismo. Oggi siamo molto bravi a (s)parlare di revenue, commerciale, social networks ma evidente che sono le fondamenta che ci mancano. Conoscere da dove proveniamo, ci aiuta a capire dove stiamo andando. La cultura nel settore dell'Hotellerie e' data dal conoscere la storia del settore. Oggi conosciamo tutti il "revenue manager dell'anno " che al pari del tronista di turno sale sulla scena armato di microfono da imbonitore , andiamo a convegni dove " sfigati " esperti di tecnologia vogliono insegnare " il verbo " del settore dell'accoglienza. La popolarita' di una persona e' oggi data non tanto da cio' che fa ma dai" followers" o dai "likes" . Questo mondo, lo conosco, lo frequento ma francamente non mi piace più di tanto. Ho cenato sabato insieme ai colleghi ADA nei saloni del Grand Hotel di Roma , ( ecco svelato il mistero e' questo l'hotel "pensato" da Cesare Ritz ), che per noi del settore rimane sempre "il Grand Hotel", perche' non c'e' brand che tenga: ITT Sheraton, Starwood, St Regis... Quello era, e' e rimarra' Il Grand Hotel come Cesare Ritz lo aveva pensato sul finire del 800. Ampi saloni che accolgono "nella casa" gli ospiti, un aria magica ed ovattata, con il tempo che sembrava essersi fermato. Dove gesti di galanteria verso le signore in sala venivano naturali, dove ogni dettaglio dei presenti era attentamente studiato. Ci si era preparati con cura, eravamo ospiti non dell'Ada, ( non me ne vorranno i colleghi,anzi sono certo apprezzaranno queste parole ), quanto del fondatore dell'Hotellerie di lusso: Cesare Ritz. Siamo imprenditori o manager dell'accoglienza ma siamo fondamentalmente una categoria "senza storia ", o meglio noi, non la ignoriamo. Avremmo dovuto essere "eredi" sotto varie forme del patrimonio lasciatoci dai Ritz, dai Forte e di chi "ha pensato" il settore. Cosa siamo riusciti a fare? Lo abbiamo portato a distruzione. Il cliente e' per noi "una parita' tariffaria", il servizio e' affidato a "cooperativismi vari ", albergatori che provengono dalla costruzione di box auto e cantine, che di per se non sarebbe un disonore, ma quando pretendono di "improvvisarsi" General Manager ai miei occhi la colpa " e' mortale ". Non immuni da colpe "pseudo General manager" che hanno come riferimento esclusivo un PC per orientare "le strategie". In un film celebre dei Fratelli Taviani, Good morning Babilonia, un artigiano Italiano, emigrato in america in cerca di fortuna, apostrofa il suo impresario americano che voleva insegnare lui il lavoro, con una frase divenuta celebre "
Queste mani hanno restaurato le cattedrali di Pisa, Lucca, Firenze, noi siamo i figli dei figli di Michelangelo e Leonardo...di chi sei figlio tu? E' questo il giusto atteggiamento che noi del settore dovremmo tenere verso
"I guru" della tecnologia (ota che vogliono insegnarci il lavoro, ultimo convegno a cui sono stato), hacker informatici prestati alle direzioni di albergo ( con risultati sotto gli occhi di tutti ) and last but not least "gli ormai noti incantatori di serpenti " che degni eredi dei "biscazzieri da strada " famosi per "il gioco delle tre carte " , propinano allo sventurato di turno ( generalmente imprenditori che prima di hotels si erano occupati, di boxes, cantine, stalle etc ), l'importanza del fatturato , del revpar, coprendo (omettendo) i dati veramente importanti. Io mi ritengo fortunato, non per quello che sono, visto che ancora e' tanta la strada da percorrere, ma per quello che ho visto, per la formazione che ho ricevuto. Poco più che ragazzino nei mesi estivi, la mia famiglia a cui dovro' essere sempre grato, mi spediva a Londra, lavoravo in un grande albergo come tuttofare. Alcune volte ho visto Lord Forte che ne era il proprietario entrare "nella sua casa", dopo i convenevoli di rito con il concierge , l'unico con cui si intratteneva colloquialmente, si appartava in un angolo dell'enorme hall, con il General Manager. Li vedevo da lontano parlare, sembravano agli occhi di un sedicenne due figure mitologiche, due gentiluomini che parlavano di affari, di strategia, di business.
Al termine del loro meeting, Lord Forte si alzava, e percorrendo la Hall riproponeva il suo saluto al " Primo Portiere " e lasciava l'Hotel salendo sul suo taxi. Le scene che giornalmente si vedono negli hotels manifestano palesemente. "Un altro modo di fate, un altro atteggiamento " che e' "volgarizzato" spesso dall'alto, e nel quale tutto lo staff fa presto ad adeguarsi. Parole gridate "ad alta voce" , gerarchie inesistenti, toni colloquiali verso tutti, impoveriscono il servizio, ed indispettiscono il cliente. Vedo un settore "senza spina dorsale", in balia dell'Ota, della parita' tariffaria, dell'euro in più o in meno, e questo perche' non sappiamo da dove proveniamo. Abbiamo perso le nostre radici. E siamo in balia del "tronista" di turno. Non avere l'umilta' di rimboccarci le maniche per comprendere "il messaggio' dei fondatori del settore, non approfondire il loro pensiero, la loro filosofia, e' la più' grande colpa di cui siamo responsabili. Tutti.



























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