giovedì 29 novembre 2012

NEGOZIAZIONE BANCARIA

In questi giorni ho dovuto intavolare una serie di trattative con alcuni istituti di credito che dispongono di portafogli alberghieri potenzialmente interessanti.
La mia impressione iniziale è stata  che le banche italiane non sono strutturate per la gestione di immobili alberghieri che per noti motivi tornano nelle loro disponibilità.
Forse non era troppo chiaro che un immobile alberghiero anche " da chiuso " genera dei costi, e tanto piu' il complesso è importante tanto più i costi sono alti.
Guardiania, manutenzione ordinaria, utenze, sono costi che se l' affittuario o il gestore abbandona l' immobile debbono essere sostenuti comunque.
Questo stock di immobili alberghieri nelle disponibilità di banche, fondi , società di leasing, deve essere gestito in qualche modo.
Intavolare trattative in questo senso significa considerare gli attuali livelli del mercato e non quelli pre crisi , a cui i proprietari delle mura o i datori di capitale erano abituati.
Pertanto anche la redditività bancaria è messa ulteriormente sotto pressione sotto una molteplicità di aspetti.
La gestione del portafoglio immobiliare è onerosa, l' immobilizzo del capitale sui cespiti non garantisce piu' i ritorni inizialmente previsti; tutto ciò genera in Italia, immobilismo.
Offerte potenzialmente vantaggiose nella valorizzazione dei cespiti lasciano il ceto bancario immobile, poichè è nell' impossibilità di decidere visto che decidere significa sostanzialmente ammettere una perdita.
La mia strategia negoziale in questo senso , anche seguendo direttive impartitemi, è chiara: ogni affare in ambito alberghiero va trattato su base prudenziale ai valori attuali del mercato, segnale oltremodo evidente che la fine del tunnel non è proprio dietro l' angolo.


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