giovedì 4 ottobre 2012

L' autoreferenzialità della rete

Questo post non conterrà del " buonismo ", tale premessa è oltremodo necessaria per scansare ogni dubbio al riguardo. Dirò pertanto cose " fuori dai denti " e delle quali sono fortemente convinto.
E' innegabile che il web, il social, i social network professionali e  non siano oramai entrati in maniera preponderante nella vita di ogni uno di noi.
Ci si può parlare , condividere esperienze, a volte stati d' animo spesso aspetti della nostra vita anche professionale.
Ci si puo' anche creare un " identita virtuale " e non faccio riferimento a chi in maniera fraudolenta creando un profilo " fake " si cambia il nome di battesimo (!) mi riferisco a quando si millantano competenze o esperienze che non si hanno.
Chiarisco: nel mondo degli affari , l' arena competitiva è il mercato.
Cosa è il mercato? L' insieme delle aziende e degli individui che vendono e comprano servizi.
Opero nel mercato a livello imprenditoriale dal 1994.
Opero ed ho operato nel settore agenziale, del tour operating, alberghiero e della consulenza. Mi sono confrontato con manager ed imprenditori di altissimo livello che se da una parte hanno costituito i competitors delle mie aziende dall' altro sono stati spesso esempi di professionalità da seguire.
Ho spesso riconosciuti l' onore delle armi ad aziende che proponevano un buon prodotto e un determinato servizio.
Ho fatto e subito trattative durissime dove a volte ho vinto, altre volte ho perso altre volte invece un " armistizio " è stata la ragionevole conclusione.
Sono e sono stato in contatto con un mondo sterminato di persone, proprietari e manager di tour operator italiani e stranieri, catene di agenzie di viaggio, imprenditori alberghieri, manager di compagnie alberghiere e imprenditori singoli, è ai miei occhi " il grande circo del turismo ".
Ricordo un progetto snobbato dai più e che io stesso per ragioni personali non seppi cogliere e fui il primo a cui venne proposto ( la nascita del primo vero operatore b2b italiano che poteva nascere su " input " dell' allora leader del mercato GTA Gulliver's travel agency che cercava un " reseller " su piattaforme xml dei suoi prodotti ) operazione poi riuscita ad un operatore di indiscusse qualità.
Era un modello per certi aspetti primordiale di nuova distribuizione turistica che stava acquisendo sempre il più il terreno delle piattaforme informatiche.
Ricordo perchè fui invitato alla presentazione la nascita dei primi portali di prenotazione B2C e mi ricordo i singoli proponenti le varie iniziative.
Io stesso in un convegno dove fui relatore nel 2002 (!) mettevo in guardia sulle modifiche in atto nella distribuzione e commercializzazione alberghiera. Traccia di questo convegno è riportata in articoli del presente blog con pubblicazione delle pagine dell' epoca.
La mia passione per il turismo mi portò ad avere l' opportunità di investire nel settore alberghiero ma accanto a questo forse maggior fortuna l' ebbi nel momento in cui venni selezionato per far parte del Council Board di una primaria società di consulenza internazionale, a detta degli esperti fra le piu' importanti al mondo. Ho pertanto avuto modo di confrontarmi sui principali dossier turistici , finalizzati all' analisi dei modelli di business, punti di forza, di debolezza, simulazioni di fusioni, aggregazioni e quant' altro la fantasia puo' portarci ad immaginare.
Ho pertanto analizzato ed ora a distanza di anni posso senz' altro rivelarlo i maggiori leader del mercato da Booking ad Expedia, da Edreams alle principali agenzie on line oltre che le principali catene alberghiere europee ed internazionali.
Ho avuto controparti bancarie nella spiegazione delle operazioni che rappresentano l' elite del mondo finanziario, mi sono confrontato con private equity dei quali non riuscivo a mettere insieme gli 0 che erano contenuti nei fondi a loro disposizione per acquisizioni.
A volte erano spin off immobiliari, a volte dismissioni di asset strategici, altre volte analisi dei channel manager idoneei a sostenere la distribuzione del prodotto, altre volte la rassegna dei PMS.
Ho un ricordo particolare: quando un fondo di private equity acquistò uno dei leader dell' epoca ( 400 milioni di euro valore dell' acquisizione ) venne usato nel comunicato stampa finale, la mia relazione sull' operazione, una sorta di copia ed incolla insomma.
Se avete avuto la pazienza di leggere sin qui direte: bene dove sta la mancanza di buonismo?
E' presto detto: frequentando come tutti il mondo social vedo troppo spesso personaggi che millantando competenze, specializzazioni, esperienze, non mi ricordo di avere mai incontrato nel mondo degli affari reali. Vedo post, profili di persone che io in determinati ambienti non ho mai incontrato.
Nell' analisi dei dossier non ero mai l' unico invitato, ero spesso accanto o collegato via teleconferenza ad altri manager o consulenti, con alcuni dei quali sono rimasto in contatto.
Dalla maggior parte di loro ho appreso molto, spesso erano di nazionalità diverse ma molte volte il nostro paese era ben rappresentato.
Parlava per loro non tanto la loro vita " social " ma ciò che avevano fatto nella vita, cosa avevano costruito e  le aziende da loro fondate o quelle da loro dirette.
Il social è per tutti una scoperta continua: ho scoperto anche il lato che meno amo, l' autoreferenzialità





Nessun commento:

Posta un commento