venerdì 12 ottobre 2012

Takeover Granada - Forte

Ieri sera sistemavo vecchi incartamenti e ho ritrovato un ritaglio di giornale che definirei storico , datato 1996.
Si parlava di una compagnia alberghiera di lusso e di vari personaggi del settore alberghiero, assicurativo, e finanziario.
Si parlava di un impero di alberghi passato di padre in figlio, di un fondo pensioni inglese e di uomo d'affari senza scrupoli.
Sembra una trama di un film , ma i fatti descritti sono accaduti realmente.
La FORTE HOTELS sino al 1996 era una compagnia fondata da un uomo che emigrando da un piccolo paese della ciociaria si trasferi da bambino in Inghilterra dove ebbe fortuna.
Questo uomo era Charles Forte, anche se in realta' il suo vero nome era Carmine.
Fu il fondatore della compagnia che portava il suo nome che all'apice del suo splendore contava qualcosa come 800 hotels in tutto il mondo e 1.200 ristoranti.
Qualche anno prima del 1996 l'ormai ottantenne Sir Charles Forte, lascio' il suo impero nelle mani del figlio che gia' dal nome manifestava con orgoglio le sue origini italiane: Rocco.
L'articolo riportava che sino al 1996 probabilmente la vita del rampollo Rocco Forte era stata abbastanza dorata, era l'unico figlio maschio , erede destinato del padre nella conduzione di un impero. Si dice che aveva fondamentalmente due passioni : le donne (condivido) e la caccia (non condivido).
Lo stesso Rocco racconta nell'intervista che la sua vita cambio' di colpo una mattina del 1996 , il 22 novembre per la precisione, quando stava preparandosi per andare a caccia. Era mattina presto.
Cosa accadde esattamente?
Ricevette una telefonata nel suo appartamento londinese da parte di un certo Gerry Robinson di cui Rocco aveva sentito parlare, ma i ricordi sulla persona erano sfocati.
Gerry Robison con un modo molto inglese di fare business comunicava a Rocco Forte che la sua compagnia Granada Corporation aveva pochi minuti prima lanciato un Opa, una offerta pubblica d'acquisto sull'intero capitale Forte Hotels.
Rocco Forte rimase di sasso.
Qualcuno, stava depredandolo del suo impero.
Come era potuto accadere? Per finanziare l'enorme espansione il capitale in mano alla famiglia Forte era oramai pari a 8,4 per cento.
Il controllo della compagnia era assicurato in virtu' di un accordo con il piu' grande fondo pensioni britannico il Mercury Fund.
E qui un'altra protagonista della storia: Mrs Carol Galley Vice President del fondo ed azionista del gruppo con il 14,6 per cento.
Rocco Forte fece rapidamente due calcoli, la maggioranza del capitale era disperso in borsa, in virtu' di vari ragolamenti sulle societa' sotto scalata, le manovre delle societa' sotto takeover ostili sono limitate.
Il suo patrimonio era tutto investito negli hotels e la liquidita' personale tutto sommato modesta.
La sua uscita a caccia salto' e qui entra in gioco il lato umano.
Bisognava avvertire Sir Charles.
Qui il tono del racconto si fa romanzato, ma e' probabile che sia reale.
Charles Forte era fuori dal business da qualche anno, ma all'arrivo di Rocco Forte presso gli uffici della societa' trovo' il padre Charles che evidentemente seppur da lontano seguiva ancora la vita dell'azienda e situazioni di quel tipo richiedevano almeno la sua presenza.
Fu in quel momento che lo scettro del comando della compagnia passo' di padre in figlio, Rocco ebbe la vera investitura per gestire le operazioni.
L'abilita' con il quale si batte' in questa battaglia fece guadagnare a Rocco Forte prestigio e reputazione nella business comunity.
Purtroppo i capitali di famiglia furono poca cosa per contrastare la conglomerata Granada corporation.
Si parla di "appena 37 miliardi di lire " visto che la vera ricchezza del gruppo erano gli alberghi. 37 miliardi di lire che i Forte investirono da capitali personali, per dare un segno al mercato, un segnale che intendeva dire agli azionisti: se rimane in nostro possesso la societa' rimarra' unita e forte, Granada la spezzettera' per vendere i singoli gioielli.
Rocco mise in campo i migliori consulenti e legali inglesi, ma purtroppo le azioni si comprano con i denari, e chi ne ha di piu' puo' comprarne di piu' pagando un prezzo piu' alto.
E' evidente che fu colpito in un momento di crisi di liquidita'.
La situazione per Rocco Forte precipito' in seguito alla telefonata di Carrol Galley.
Lo informava che il fondo Mercury aveva accettato l'offerta Granada e l'intero pacchetto di azioni in loro possesso era passato di mano.
Gerry Robinson aveva vinto la sua battaglia.
Aveva adocchiato un affare che comprato in blocco sarebbe costato di meno delle singole unita', gli alberghi, che una volta venduti avrebbero remunerato altamente l' investimento.
Si dice che alcuni managers del gruppo quando pochi istanti dopo Rocco Forte comunico' loro la notizia piansero.
L'impero fondato dal padre non era piu' suo.
La mossa successiva fu quella di vendere immeditamente il suo 8 percento circa delle azioni sfruttando il rialzo dell'opa Granada.
Si narra che il vecchio Charles disse a Rocco: si ricomincia.
Passarono 8 mesi dove Rocco Forte dovette ripensare la sua vita, ma trovo' la forza di rifarlo, si mise in societa' nuovamente con il padre Charles e con la sorella Olga, che di mestiere fa l'interior design.
Inizio' da un piccolo ufficio occupato da lui, dalla sorella e da un collaboratore ( italiano ) e a distanza di 8 mesi dal lancio della nuova societa' riusci ad acquistare il suo primo hotel ad Edimburgo, le successive vendite degli hotels da parte di Granada videro la societa' di Rocco Forte come acquirente.
Altri colpi seguirono. Oggi Rocco Forte Hotels controlla 12 alberghi di lusso in europa.
Ha una sua specializzazione nel luxury e dimensioni che permettono a differenza della prima Forte Hotels, un controllo maggiore sulle operazioni.
In italia controlla due gioielli: l'Hotel d e Russie a Roma ed il Savoy a Firenze.
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