lunedì 8 ottobre 2012

Fitoussi e Celentano

Non sono un amante della televisione, non la vedo spesso e mi limito alla visione dei notiziari e qualche rara trasmissione di approfondimento.
Questa sera pero' sono capitato su un canale dove mi ha incuriosito la presenza di Adriano Celentano che pensavo fosse un cantante vicino ad un economista visionario che ha fondato i suoi studi relazionando la democrazia allo sviluppo economico: Jean Paul Fitoussi.

Ha introdotto un argomento affascinante : il Capitale Umano che come tutti i capitali si crea e si distrugge.
Il Capitale Umano secondo la visione dell' economista francese è il benessere diffuso fra la popolazione di un territorio che è propedeutico allo sviluppo.

Quando un paese ha una classe dirigente che si preoccupa del Capitale Umano è evidente che la crescita del PIL è immediatamente successiva e diretta conseguenza.
Mi piace Fitoussi e tra l' altro è il primo francese che elogia il senso estetico degli italiani. Non male.

Propone idee innovative : il PIL non conta se non c'e' qualità della vita, ci si preoccupa troppo delle regole di bilancio e poco del Capitale Umano.
Guadagnando l' ottenimento di un parametro per rimanere in europa si distrugge Capitale Umano che servono generazioni per ricostruire.

Operazione senz' altro controproducente.
Ho letto centinaia di libri di economia ed ascoltato altrettanti economisti; la tesi propinata dall' economista francese è fra le piu' interessanti ed intelligenti.
Ad un certo punto il pubblico della trasmissione, ha cominciato a rumoreggiare verso il francese invocando una canzone di Gianni Morandi, con l' intelligenza che lo contraddistingue Fitoussi si è alzato, ha garbatamente salutato e se ne è andato.
Ho spento subito dopo la tv.

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