mercoledì 1 agosto 2012

LE POLITICHE DEI PROFESSORI

L' avvento del Prof. Monti al governo venne accolto con ampie aspettative dall' opinione pubblica; a distanza di mesi senza dubbio un primo bilancio puo' essere fatto.
Gli aspetti positivi della sua azione sono circoscritti alla stima ed al prestigio internazionale che il Prof. Monti ha in Europa e nel mondo oltre che per le sue pubblicazioni scientifiche anche per alcune sue teorie economiche (modello Monti / Klein) e sopratutto per precedenti incarichi in seno alla commissione europea.
Senza contare il fatto che il Prof. Monti è stato presente in board di primaria importanza: da Goldman Sachs a The Coca Cola company.
Alcuni suoi incarichi Trilateral e Bildberg in primis suscitano nei fautori delle teorie complottiste forti critiche.
E' idea di chi scrive che si tratta perlopiù di critiche spazzatura, che hanno già occupato nell' ambito di questo blog un numero eccessivo di righe.
Vediamo pero' quali sono gli aspetti meno positivi della sua opera di governo.
Uno su tutti: l' impostazione concettuale. E non è cosa da poco.
Il perchè è presto detto: è opinione di chi scrive che le politiche di controllo sul bilancio, ivi compresa
l' aumento dell' imposizione fiscale, fatte in momenti recessori aumentano le possibilità di far sprofondare
l' economia in crisi in una crisi ancor più profonda senza soluzione di uscita.
Il debito , non sempre deve essere considerato qualcosa di negativo, è negativo quando  non è finalizzato alla creazione di un valore,  al sostegno sia questo un progetto, una azienda o uno stato.
Le capacità di un manager come di un politico, non si manifestano solo nell' eliminazione del debito, quanto piuttosto nella gestione e nella sostenibilità del rientro.
Un rientro che non puo' essere fatto in maniera troppo rapida, altrimenti si raggiunge anche lo scopo, ma non si garantisce il futuro e si porta l' azienda, come lo stato alla rovina.
Un giorno ad un convegno mi confrontai con l' amministratore delegato di una azienda di medio livello.
Vantava il risultato di aver azzerato il debito dell' azienda in un esercizio.
Davanti alle mie perplessità mi liquidò in maniera sarcastica. Due esercizi dopo, l' azienda non esisteva piu'.
Risanare è piu' semplice che sviluppare.
Faccio un esempio : domani all' interno di un hotel decidiamo di risanare tutte le posizioni debitorie ponendoci l' obiettivo di farlo in un esercizio:

a) diminuiamo il personale assegnando loro turnazioni impossibili al limite della legalità
( risparmiamo, ma esponiamo a cause di lavoro future che avranno manifestazione negli anni successivi )
b) diminuiamo la qualità dei prodotti magari della colazione o del ristorante
( risparmiamo, ma nel giro di qualche mese la diminuzione della qualità viene percepita )
c) destiniamo ogni euro di incasso al ripianamento delle posizioni di debito senza utilizzare nulla per
l' ammodernamento
( risparmiamo, ma presto l' azienda sarà da rottamare )
d) diminuiamo l' attività di formazione verso il personale, non solo quello gia assunto, ma anche quello che saremo costretti ad assumere, abbandonandolo a se stesso.
(risparmiamo, ma presto non avremo piu' forza lavoro qualificata )

Probabilmente al termine di 12 mesi , i numeri direbbero che la situazione debitoria diminuisce.

Non si è calcolato pero' il danno futuro.

A me francamente sembra che l ' impostazione concettuale del Prof. Monti sia sostanzialmente questa.
Ripensare l' azione di governo, ripensare la collaborazione europea.
Diminuire il debito pubblico dello stato italiano è una cosa saggia, ma non sono questi i periodi in cui è possibile farlo, bisogna prima far ripartire l'economia e solo successivamente cavalcando la ripresa imporre sacrifici; cosi il tutto avrebbe molta piu' sostenibilità.


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