sabato 5 maggio 2012

OBAMA E GLI ALBERGHI

Non possiamo capire un fenomeno complesso come il turismo se non allarghiamo i nostri orizzonti anche alla visione di dinamiche che accadono in economie a noi lontane da un punto di vista geografico. Ho tradotto in sintesi un articolo apparso sulla rivista HotelManagement che è uno spunto di riflessione su come vi sia differenza di valutazione nei vari paese sul fenomeno turistico ed in questo caso alberghiero.

Vi è stata ad aprile la convetion ad ATLANTA dell' American Asian Hotel Association ( AAHOA ) che racchiude i proprietari alberghieri di origine asiatica negli Stati Uniti .
Una potenza di 11.000 albergaotori che rappresentano 350.000 camere d' albergo.

Emblematica la frase di apertura dei lavori di Hemant Patel presidente dell' associazione:  "Le banche sono state il nostro peggior nemico in questa economia".
Considerando l' atavica abitudine dei politici di casa nostra come pure delle rappresentanze industriali a non parlare mai apertamente dei problemi, sicuramente una affermazione degna di nota, che dovrebbe far riflettere. A memoria non trovo prese di posizioni cosi forti a casa nostra.

Ma la rassegnazione arriva allo sconforto , dovuto al confronto con il nostro paese, quando il presidente dell' associazione ha spiegato nel dettaglio la legge che la Casa Bianca sta approvando denominata HR 3461 , legge fortemente voluta dal Presidente Obama; il disegno di legge prevede uno specifico aiuto al settore alberghiero che ha problemi a ripagare i finanziamenti bancari precedentemente contratti con le banche, anche quelli di natura ipotecaria ed assistiti da ipoteche di primo grado, i famosi mutui insomma.

Sostanzialmente con questa legge si bloccano i pignoramenti e si impone alle banche di assistere l' industria alberghiera in funzione delle mutate capacita di rimborso, in sostanza una rimodulazione forzosa dei prestiti per aiutare l' economia reale, bloccando tutte le procedure esecutive, a patto pero' che l' azienda " continui ad operare " garantendo il normale funzionamento ( occupazione in primis ). Se pensiamo che invece qui nella vecchia europa aiutiamo le banche togliendo all' economia reale, capiamo da soli quante possibilità abbiamo di vedere la fine di una crisi oramai molto lunga.
Il ragiomanento di Obama ( o di chi glielo ha suggerito ) parte da un assunto semplice quanto efficace, dietro ad ogni hotel vi è una economia, di lavoratori, di acquisti, di forniture, che non si puo' e non si deve bloccare,
potrà viaggiare a ritmi minori, ma deve continuare.
Se l' hotel va in mano ad una banca , tutto cio si ferma .
Non sono mancate le reazioni da parte dei sostenitori del " capitalismo puro " che vedono in questa azione piu' di un tentativo di " socializzazione dell' economia ", tra l' altro la rivista http://www.hotelnewsnow.com/articles.aspx/7544/HR-3461-is-wrong-and-anti-capitalist-Ross
porta un intervista di un assertore della tesi che queste azioni fanno morire il capitalismo.
L' articolo principale è disponibile invece in lingua originale sul sito
http://www.hotelmanagement.net/investor-developer/optimism-and-frustration-combine-at-aahoa-2012-15991
Il mio punto di vista riguardo a tutto ciò è semplice: problemi nuovi necessitano di soluzioni nuove, e questa crisi economica non puo' essere considerata una crisi come le altre, ne è diversa la durata, ne è diversa la distribuzione ( praticamente globale ), ne sono ancora incerti i tempi di fine e sopratutto se dopo  vi saranno periodi di ripresa o di stagnazione
Se partiamo da questi presupposti dobbiamo necessariamente andare oltre le classiche divisioni su chi è a favore e chi contro il capitalismo, che va ricordato e alcune considerazioni dell' intervista di hotelnewsnow sono condivisibili, prevede il rischio d' impresa.
Dobbiamo lavorare invece su " piattaforme di buon senso " e mi pare che l' amministrazione Obama con la promulgazione di questa legge vada nella direzione giusta.
Non posso tuttavia concludere l' articolo senza porre un quesito a chi avrà avuto la pazienza di leggere sino a qui: ma siamo sicuri che Obama obbligando le ristrutturazioni dei debiti ipotecarie e bloccando le azioni esecutive abbia fatto solo un favore agli alberghi ? Oppure ha valutato che tale azione salvava fondamentalmente 3 settori , Alberghiero, per indubbie ragioni, Bancario, che avrebbe visto entrare una moltitudine di " distressed assets " in portafoglio senza sapere bene cosa farne, e collateralmente il settore immobiliare perchè in questo modo impedendo le successive vendite forzose si salvaguarda il valore degli immobili e di conseguenza l' economia del real estate che in america è importante.
And last but not least i vari John, Mary,Paul, potranno ancora considerarsi dipendenti dell' industria piu bella del mondo.



Nessun commento:

Posta un commento